Qui
troverete notizie che riteniamo giusto sappiate. Non
è detto che siano per forza brutte notizie,
anzi: a noi piace guardare il bicchiere mezzo pieno!
Però è anche giusto sapere quello che
avviene nel mondo e che non dovrebbe accadere. Perciò
buona lettura a tutti! E se avete qualche news da
segnalarci, scriveteci
pure.
La
bambina che ha zittito il mondo.
Per ora potete guardare
il video, che è in inglese e sottotitolato
in portoghese; con un po' di pazienza Sabrina (del
gruppo di volontariato Kriya) ci tradurrà il
discorso. Discorso che conosciamo benissimo nei nostri
cuori e che a volte, per pigrizia o comodità,
non ascoltiamo. Un messaggio diretto a tutti noi,
non solo ai nostri governanti.
Il 5 X 1000 dallo a chi vuoi ma non alla vivisezione!!!
Coricancha
sostiene la campagna promossa dal portale antivivisezionista
italiano NoVivisezione.org
aderente al Network AgireOra. Guarda
e scarica il flyer informativo.
Se vuoi donare il tuo 5 X 1000 all'Associazione Naturalistica
Lombarda, segnati questi numeri, che sono il nostro
codice fiscale; e grazie di cuore da tutti noi. C.F.
e P.I. 02737050134.
Quanti
di noi conoscono cosa prevede la legge italiana per
la LOTTA AL
RANDAGISMO E TUTELA DEGLI ANIMALI DI AFFEZZIONE,
approvata l'11 luglio 2006? Secondo voi, la legge
viene fatta rispettare? Un documento piuttosto lungo
da leggere ma molto utile nell'informarci su come
muoverci e cosa è nel diritto dei nostri amici
a 4 zampe. Leggetela,
scaricatela e diffondetela; e se avrete voglia
di scriverci un vostro commento a riguardo, saremo
ben lieti di condividere opinioni con il prossimo.
Qui
potete leggere il pensiero, molto forte, di Daniela.
LA
PICCOLA GUIDA DELLA CASA ECOLOGICA.
Grazie
a Cinzia, un'anima speciale che ruota intorno a Coricancha,
vi invitiamo a leggere i consigli contenuti in questa
guida, per scoprire come aiutare se stessi e l'ambiente
con piccoli accorgimenti. Potrete scoprire cose nuove
o approfondire quelle già conosciute. Di sicuro,
dopo questa lettura, non resterete delusi e con le
mani in mano. (leggi
la Guida Casa Ecologica)
Tra
pesticidi, deforestazione, violazioni dei diritti
umani e gruppi paramilitari, il gruppo Chiquita si
becca un zero in condotta.
(ottobre
2009)
La
Chiquita Brands International Inc, una delle maggiori
produttrici di banane al mondo, opera in Amarica Latina
dal secolo scorso. Associazioni ambientaliste e per
la difesa dei diritti umani denunciano i pesanti impatti
ambientali, sociali e sulla salute derivanti dal massiccio
uso di pesticidi, e le violazioni dei diritti umani
legate alla militarizzazione dei territori e l’uso
di pratiche violente da parte di gruppi armati finanziati
dalla multinazionale.
Il colpo di
stato in Honduras
Diescendente dalla United Fruit Company, Chicquita
ha una storia di ingerenze violente nel continente
sudamericano. Per proteggere le grandi piantagioni
e assicurare bassi salari, la United Fruit Company
sovvenzionava colpi di stato e dittatori compiacenti
(il termine "repubblica delle banane viene proprio
da qui).
Il lupo perde il pelo ma non il vizio: le associazioni
sindacali dell'Honduras accusano la Chiquita di essere
dietro il colpo di stato nel piccolo paese centroamericano.
Il governo del presidente Zelaya infatti, aveva varato
una legge che definiva il salario minimo, valido anche
per i lavoratori delle piantagioni. Il salario minimo
è stabilito dal contratto nazionale in tutti
i paesi democratici, ma molti osservatori hanno fatto
notare come per il gruppo Chiquita questa misura fosse
inaccettabile. "Chiquita non ha avuto alcun ruolo
in questi eventi." ha commentato George Jaksch,
di Chiquita Brands International, sottolineando la
"politica di non intervento nelle locali dispute
politiche".
Secondo molti analisti, la Chiquita - United Fruit
Company dagli anni cinquanta svolgerebbe invece un
ruolo essenziale nei processi politici del piccolo
paese, centro-americano e il suo peso non è
diminuito negli ultimi anni. Sarebbe impossibile immaginare
un rivolgimento politico tanto radicale senza il consenso
di un attore così potente. Intanto Chiquita
ha intascato dal presidente golpista Micheletti l'affondamento
della proposta di innalzare il salario minimo.
Nei campi della
Colombia
Anche in Colombia, le associazioni della società
civile accusano la Chiquita Brands International Inc.
di finanziare gruppi paramilitari incaricati di reprimere
con violenza qualsiasi forma di protesta all’interno
delle piantagioni, ormai sottoposte a costante militarizzazione
e alla sistematica violazione dei diritti umani.
Secondo Jaksch, Chiquita è stata la prima multinazionale
ad aver siglato un accordo quadro con IUF (International
Unionof Foodworkers) e con COLSIBA (Coordinadora de
Sindicatos Bananeros), che garantisce a tutti i dipendenti
nelle piantagioni di banane il rispetto delle Convenzioni
Internazionali dell' ILO. Dal 2004, inoltre, tutte
le divisioni agricole di proprietà in America
Latina sono certificate Sa8000, lo standard volontario
di riferimento in materia di lavoro che si basa sulle
convenzioni dell’ILO (International Labor Organization),
la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti
del Fanciullo.
Nel giugno 2007 i famigliari di 173 cittadini colombiani
assassinati dai paramilitari dai gruppi paramilitari
hanno denunciato la Chiquita per aver concesso finanziamenti
illeciti agli stessi gruppi.
Nell'aprile 2008 l'arresto di Raul Hazbun, imprenditore
bananiero legato ai gruppi paramilitari, fa emergere
il coinvolgimento del gruppo Convivir di Urabá,
finanziato Chiquita, nel massacro di San José
de Apartadó, Uraba del 1998.
L'anno precedente, nel 2007, il tribunale di Washington
ha condannato la Chiquita ad una multa di 25 milioni
di dollari per aver pagato, negli anni compresi tra
il 1997 al 2004, 1.700.000 dollari ai paramilitari
dell’Autodefensas Unidas de Colombia (Auc),
per difendere i propri interessi e stroncare le proteste
dei bananeros che chiedevano condizioni di lavoro
migliori.
Sono in molti però a discutere sulla piena
applicazione di questo impegno. Intanto le fumigazioni
aeree continuano a spargere su campi e sui villaggi
pesticidi proibiti negli Stati Uniti e nell’Unione
Europea. E' il caso del Bitertanol (commercializzato
col nome di Baycor), o del Chlorpyrifos (commercializzato
come Lorsban), il Carbofuran (nome commerciale: Furadan).
Ricerche condotte dall’Università Nazionale
di Heredia (Costa Rica) rivelano indici di avvelenamento
tre volte maggiori nelle zone bananiere rispetto al
resto del paese.
www.salvaleforeste.it
La
Barzelletta del giorno,
8 aprile 2008
Alla clinica veterinaria di Lainate, "Parco Villa
Litta", alle 8 di sera, a fine giornata lavorativa,
arriva una chiamata di soccorso per un povero cane
meticcio appollaiato su un masso nel bel mezzo del
fiume Lura, a Caronno Pertusella. A detta di molti,
questo fiume sembra sia il più inquinato tra
i corsi d'acqua nel milanese. Cosa fare? La risposta
è, per alcuni esseri umani, scontata: Christian
e Viviana si armano di torce, stivaloni e guanti,
e partono alla ricerca del povero animale.
Chi ha chiamato per segnalare l'emergenza ha riferito
che è ormai da circa 10/12 ore che la povera
bestia si trova in quelle condizioni...e qui viene
subito da chiedersi come mai in tutti questo lasso
di tempo non siano stati avvisati i pompieri, il canile
o la clinica veterinaria stessa; ma ora non c'è
tempo per tutte queste domande: il cane va trovato
al più presto e portato in salvo.
Dopo diverso tempo, nell'oscurità della sera,
i ragazzi avvistano qualcosa in mezzo al fiume. Senza
preoccuparsi delle malattie che si potrebbero contrarre
in queste acque contaminate, e insensibile alle basse
temperature dell'acqua gelida del fiume, Christian
si protegge come può, con gli stivali lunghi
da pesca ed i guanti, e comincia a guadare il fiume
richiamando l'attenzione del povero animale: nessuna
risposta.
Un misto di ansia, nervosismo e paura per le sorti
del cane, comincia a farsi largo tra i pensieri dei
ragazzi.
Manca ancora qualche metro di fatica e quando finalmente
Christian arriva al masso...squillino le trombe...ta
daaaaa: sorpresa!!! Non è un cane meticcio
ad essere appoggiato sul masso ma un semplice pezzo
di legno bruciacchiato.
A questo punto i coloriti commenti di Christian non
possono essere riportati per ovvie ragioni di bon-ton.
Tornato a riva, asciugatosi in qualche modo, l'unico
pensiero è contattare chi aveva chiamato e
domandargli: "Ma quanto hai bevuto, oggi???".
A tutt'oggi stiamo ancora aspettando risposta...
Per fortuna nessun animale era in reale pericolo in
quel fiume, ed ancora una volta il nostro beniamino,
nonché presidente dell'associazione Coricancha,
Christian Lanfranchi, ci ha dato dimostrazione pratica
di Amore Incondizionato.
Grazie Presidente!
Tratto
da City, venerdì 21 marzo 2008
Riccione,
2 delfini stroncati da germe
Sono
stati colpiti da un unico germe che ha indebolito
il loro sistema immunitario e li ha uccisi. Sono morti
così, a un mese di distanza l'uno dall'altro,
Bonnie e Bravo, i due delfini del parco "Oltremare"
di Riccione. Avevano 32 e 40 anni. (N.d.R. Finalmente
liberi. Gli acquari sono per i pesci quello che le
prigioni sono per noi: gabbie!)
Monarca
scacciate dal loro "paradiso"
Il
"paradiso d'inverno" delle farfalle monarca
potrebbe sparire. Questa speciale zona di foreste,
nel Messico centrale, è stata infatti presa
di mira da boscaioli illegali. Lo dimostrano le foto
satellitari fatte dalla Nasa. Ogni anno milioni di
farfalle si rifugiuano nell'area e lì si riproducono.

Gli uccelli cantano perchè c'è più
luce
Gli
uccelli iniziano a cantare in primavera perchè
i giorni si allungano. Uno studio inglese spiega che
quando essi sono esposti a più ore di luce,
cellule del cervello innescano reazioni ormonali che
dicono agli uccelli di cercare un partner per l'accoppiamento.
Che trovano cantando.
Tratto
da City, mercoledì 27 febbraio 2008

GB: Tartarughe in frigo per il letargo
75 tartarughe del Tortoise Sanctuary dell'Isola
di Jersey stanno trascorrendo il letargo nei due frigoriferi
di casa della loro "badante". Miss Shirley
Neely ha così fatto fronte al clima troppo
caldo che avrebbe loro impedito di andare in ibernazione.
Il mese prossimo comincerà a risvegliarle.

Arriva dai rifiuti la "cura" anti gas serra
Secondo
una ricerca italoinglese, un maggior uso del compost,
il fertilizzante organico che si ricava dai rifiuti,
pottrebbe trasformare l'agricoltura da produttore
di gas serra a "trappola" per CO2 rubata
all'atmosfera. Un deciso contributo agli sforzi europei
per il taglio dei gas vicino al 9%.
I
pesci contano, ma fino a quattro
I
pesci sanno contare, non sono dei gran matematici
ma riescono perfettamente a distinguere le dimensioni
dei banchi in cui nuotare. Almeno fino a 4 esemplari:
impossibile, per loro, fare distinzioni tra banchi
più vasti. (n.d.r.: impossibile per chi? fino
a ieri pareva impossibile che sapessero contare e
oggi scopriamo il contrario. E domani cosa scopriremo?)
La capacità, già notata nelle api, nei
delfini e nelle scimmie, è stata osservata
da alcuni scienziati dell'Università di Padova
che hanno condotto esperimenti su specie ittiche del
Nord America.
Un'arca
verde salverà le piante.
INDISPENSABILI. Non navigherà nel diluvio come
quella di Noé, ma è scavata in una montagna
norvegese. E custodirà tutte le sementi delle
piante indispensabili per la sopravvivenza dell'uomo.
LONGYEARBYEN
(Norvegia) - Dopo quella che salvò dal diluvio
le specie animali, ecco l'Arca che salverà
quelle vegetali.
L'Arca di Noé destinata a salvaguardare le
piante da mutamenti climatici, catastrofi naturali
e incuria degli uomini verrà inaugurata dal
presidente della Commissione Europea, Juan Manuel
Barroso, nell'arcipelago svedese delle Svalbard. Ad
accompagnare Barroso nell'arca verde sarà il
premio Nobel per la Pace Wangari Maathai. Si tratta
di una vera fortezza-deposito nella quale sono custodite,
in condizioni ottimali, le sementi delle principali
specie vegetali del nostro pianeta, da quelle vitali
per il fabbisogno alimentare dell'umanità,
a quelle a rischio d'estinzione.
Il deposito non è tuttavia una...barca: scavato
in una montagna, consta di 3 ambienti climatizzati
delle dimensioni di 27m per 10 disposti lungo un tunnel.
in essi possono essere conservati quattro milioni
e mezzo di campioni di sementi, garantendo la sopravvivenza
delle specie nel caso di una loro estinzione nell'ambiente
naturale. Cary Fowler, direttore del Fondo mondiale
per la diversità delle colture (Gcdt) che ha
ideato il progetto, spiega che il deposito è
abbstanza vasto da poter contenere il doppio dei campioni
di semi oggi esistenti.
Tratto
da City, martedì 26 febbraio 2008

Sud Africa: "Troppi elefanti, abbattiamoli"
Il
Sud Africa vuole autorizzare l'uccisione degli elefanti:
sono troppi e "creano disagi al paesaggio, alla
viabilità delle altre specie e alla sicurezza".
Gli ecologisti chiedono di trovare altre soluzioni.
in 13 anni, dalla moratoria "salva elefanti",
i pachidermi sono passati da 8mila a 20mila.

Stivaletti blu per i cani poliziotto
Troppi
feriti in servizio. Per questo, presto i cani poliziotto
di Dusseldorf, in Germania, avranno deòòe
scarpette di plastica blu. Serviranno a proteggere
le zampe da vetri e chiodi. "Non credo che i
cani le gradiranno - dice il portavoce degli agenti
- ma dovranno abituarsi".
Mamme
balene viste a Lampedusa
Quattro
balenottere, 2 madri e 2 piccoli, sono state avvistate
tra sabato e domenica nelle acque di Lampedusa. "I
piccoli misurano sui 7 metri e questo significa -
spiega l'esperto Silvio Greco - che sono nati tre
mesi fa: è la conferma che qui c'è una
nursery per balene".
La
pesca fa strage di cetacei.
OLTRE 300MILA Sono gli animali che muoiono ogni
anno perchè finiscono impigliati nelle reti
da pesca. E' il fenomeno del "bycatch".
E per balene e delfini è la principale causa
di mortalità. Ma ci sono anche altre vittime:
dalle tartarughe alle foche.
ROMA
- "Bycatch" vuol dire cattura accessoria
e accidentale: i pescatori vorrebbero prendere una
certa specie ma nelle loro reti restano imprigionati
anche altri animali. Esattamente un miliardo
di vittime all'anno, secondo il WWF. Per
i cetacei, il "Bycatch" è la prima
causa di mortalità.
Vittime del "bycatch" sono anche le tartarughe
marine: ogni anno 250mila cadono nel palangrese
derivante, cioè una lunghissima lenza
con tanti ami in fila impiegata per tonni, pesce spada
e altri pesci. Ma a morire per colpa degli attrezzi
da pesca sono anche gli squali: negli ultimi 18 anni
l'89% di quelli martello e l'80% degli squali volpe
e bianchi, sono scomparsi dall'Atlantico. Ogni anno
vengono uccisi poi 300mila uccelli marini, migliaia
di pesci piccoli e coralli.
In attesa di sistemi di pesca alternativi e rispettosi
della vita, ci si appella alla sensibilità
dei pescatori, che possono fare molto. Ad esempio,
invece di ributtare in acqua le tartarughe moribonde
prese all'amo, pensando così di salvarle, basta
tenerle a bordo per fargli riprendere le forze.